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Panthera pardus
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Il mwdqleopardo (mwdgmwdwPanthera pardus (mweaLinnaeus, 1758)) è una mweqspecie di mwegfelide della sottofamiglia dei mwewpanterini. Fino a fine '800 era comunemente noto anche come mwfapardocite-ref-2[2]cite-ref-3[3] o, soprattutto per quanto riguarda la popolazione asiaticacite-ref-4[4], mwiqpanteracite-ref-5[5]. Questo felino presenta un manto fulvo costellato da rosette, simili a quelle del mwjggiaguaro, ma più piccole e con una distribuzione più fitta. Esiste anche una forma mwjwmelanica, conosciuta col nome di mwkapantera nera. Eccellente arrampicatore e saltatore, il leopardo ha la particolarità di issare le sue prede alla biforcatura di un albero per metterle fuori dalla portata di altri predatori.
Felide solitario e opportunista, il leopardo è ampiamente mwkgdiffuso in mwkwAfrica e in mwlaAsia sud-orientale in numerosi tipi di habitat. L'entità della popolazione, tuttavia, è considerata in diminuzione dall'mwlqUnione internazionale per la conservazione della natura, che classifica la specie come vulnerabile. Con circa il 58% di attacchi a segno è il predatore più efficiente fra i grandi felini. Cinque sottospecie sono considerate in pericolo o in pericolo critico di estinzione: il mwlgleopardo d'Arabia, il mwlwleopardo dell'Amur, il mwmaleopardo di Giava, il mwmqleopardo di Ceylon e il mwmgleopardo persiano.
Contents
• Manto
• Araldica
• Note
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Descrizione
Il leopardo ha un corpo lungo e muscoloso, con grandi zampe. I muscoli pettorali sono sviluppati per consentirgli di arrampicarsi sugli alberi. La lunga coda viene tenuta incurvata verso l'alto quando l'animale cammina e funge da bilanciere durante gli spostamenti tra gli albericite-ref-jackson31-6-0[6]. Il peso medio del leopardo è di 58mwpw kg nei maschi e 37mwqa kg nelle femminecite-ref-jackson38-7-0[7]. Gli esemplari più grandi possono raggiungere i 90mwrq kg e si trovano prevalentemente in mwrgAsia centrale e in mwrwIran, in alcune foreste indiane dove la tigre è assente e in mwsaSri Lanka, nonché in certe parti dell'Africa come il Sudafrica, le valli montane del Kenya, le foreste tropicali dell'Africa occidentale (Congo, Gabon, Camerun) e, anticamente, l'Algeriacite-ref-marion-2005-8-0[8]. In tutte queste zone, il leopardo svolge il ruolo di mwtqsuperpredatore. La taglia della femmina è pari a circa mwtgdue terzi quella del maschiocite-ref-brainmuseum-9-0[9]. La lunghezza del corpo è di 1-1,9 metri nei maschi e di 0,95-1,25 metri nelle femmine, con una coda di 52-90mwuw cm. Il leopardo più lungo è stato catturato nel 1913, e la sua lunghezza da testa a coda era di 2,75 mcite-ref-pease1913-10-0[10]cite-ref-11[11]. L'altezza al mwxagarrese varia da 45 a 78mwxq cmcite-ref-jackson38-7-1[7]. Gli mwygartigli del leopardo (che possono raggiungere i 2,5mwyw cm di lunghezza) sono i più affilati fra tutti i felini (necessari per arrampicarsi). I mwzacanini possono raggiungere i 6mwzq cm di lunghezza.
I leopardi presentano un certo mwbwdimorfismo sessuale: oltre alle dimensioni maggiori, i maschi posseggono anche una giogaia sotto la gola, assente nelle femmine, e che si accentua con l'età, in particolare a partire dai 6-7 anni. Il significato di essa è sconosciuto, ma è presumibile che abbia un ruolo nella conquista della femmina e come segnale di avvertimento per gli altri maschi, al pari della mwcacriniera dei mwcqleoni e della "barba" delle mwcgtigri maschio.cite-ref-12[12]
Manto
Il manto è contrassegnato da macchie su un fondo di colore variabile dal giallo pallido al marrone camoscio. La gola, il petto, il ventre, la faccia interna delle zampe e la coda sono bianchi. Le orecchie arrotondate hanno la parte posteriore nera e una macchia bianca all'interno. Sui fianchi, il dorso e la parte superiore delle zampe, le macchie formano delle rosette dall'interno bruno che talvolta presentano anche una macchiolina nera, come quelle del mweqgiaguaro. La testa, le zampe e la coda hanno macchie nere. Sulla coda, le macchie possono formare degli anellicite-ref-jackson31-6-1[6]. La disposizione e la forma delle macchie variano molto da un individuo all'altrocite-ref-jackson31-6-2[6]. Nelle regioni tropicali, il pelame tende a essere corto e di colore scuro e brillante, mentre nelle regioni fredde è più lungo, setoso e chiaro. Il leopardo dell'Amur è la sottospecie che presenta rosette più distanziate e manto più chiaro. Il leopardo d'Arabia ha una colorazione chiara ed è caratterizzato dalla piccola tagliacite-ref-jackson111-13-0[13].
Il leopardo nero, noto comunemente come «mwiwpantera neracite-ref-14[14]», presenta una variazione di colore dovuta a una mutazione genetica chiamata mwkamelanismo: il mantello conserva le sue macchie, ma esse sono visibili solo da certe angolazioni di lucecite-ref-jackson31-6-3[6]. Questa mutazione, che non è propria di un'unica sottospecie, è più frequente nelle foreste umide e fitte del mwlqBengala e di mwlgGiavacite-ref-marion-2005-8-1[8], ove la colorazione costituisce un camuffamento efficacecite-ref-jackson31-6-4[6].
Prestazioni fisiche
Durante uno scatto, la velocità di un leopardo può raggiungere i 65mw2q km/hcite-ref-sandiego-16-0[16]. Eccellente arrampicatore, questo felide solleva prede molto più pesanti di lui, come la carcassa di un piccolo di giraffa che può raggiungere i 150mw3g kg di peso, fino all'altezza di 6 m.cite-ref-gillesmartin-2008-17-0[17]. È l'unico grande felide in grado di scendere lungo il tronco degli alberi a testa in giù, col muso rivolto verso il basso. Condivide questa abilità con solo altri due (piccoli) felidi: il mw4wmargay e il mw5aleopardo nebuloso. Il leopardo è in grado di effettuare da fermo salti di sei metri di lunghezza e tre metri di altezzacite-ref-brainmuseum-9-1[9]cite-ref-sandiego-16-1[16]. È anche un abile nuotatore, seppur non ami l'acqua, e può percorrere diverse centinaia di metri a nuoto.
Confusione con altri felidi
Il leopardo può essere confuso con il mw7wgiaguaro (mw8aPanthera onca), mw8qfelide che vive in America. La testa del leopardo, è più piccola, e la coda più lunga; l'aspetto generale è meno tozzo di quello del giaguaro. Anche il mw8gghepardo (mw8wAcinonyx jubatus) viene confuso dal grande pubblico con il leopardocite-ref-18[18]. Più piccolo di quest'ultimo, il ghepardo ha inoltre una costituzione più slanciata; il manto non presenta rosette, ma soltanto delle macchie nere solide. La faccia del ghepardo, più corta e rotonda, è inoltre marcata da «lacrime» caratteristiche, che il leopardo non possiede.
Evoluzione della specie e sottospecie
Filogenesi
La linea evolutiva dei panterini, i mwar0mwar4Pantherinae, si separò dall'antenato comune dei mwar8mwasaFelidi circa 10,8 milioni di anni fa, e circa 6,4 milioni di anni fa avvenne la separazione tra la linea evolutiva delle pantere nebulose, mwasemwasiNeofelis, e quella dei mwasmPantheracite-ref-pourlascience-19-0[19]. Il più antico antenato comune alle specie di mwasgPanthera di cui abbiamo a disposizione i mwaskfossili è mwasomwassPanthera palaeosinensis, che visse tra la fine del mwaswPliocene e l'inizio del mwas0Pleistocene.
Forme fossili di leopardo sono state scoperte in mwas8Europa meridionale, il c.d. "mwataleopardo delle caverne"cite-ref-jackson32-20-0[20].
Albero filogenetico
del genere
Panthera
.
Sottospecie
L'estrema variabilità del manto portò in passato alla creazione di un gran numero di sottospecie in base alla forma o alla colorazione delle macchie. La forma melanica non costituisce una sottospecie, poiché nascono regolarmente cucciolate miste di leopardi neri e maculaticite-ref-jackson32-20-1[20]. Ventisette sottospecie di leopardo (mwau4Panthera pardus) venivano comunemente riconosciute prima che il biologo mwau8singalese Sriyanie Miththapala e i suoi collaboratori revisionassero la classificazione dei leopardi tramite lo studio diretto del mwavaDNA nel mwave1995cite-ref-22[22].
Secondo l'mwavcUnione internazionale per la conservazione della natura esistono otto mwavgsottospecie di leopardocite-ref-iucn-1-1[1]:
| Sottospecie | Autorità | Descrizione | Distribuzione | Sinonimi | Note tassonomiche |
|---|---|---|---|---|---|
| Leopardo africano Panthera pardus pardus | Linnaeus, 1758 | La sottospecie più grande, mostra una grande variazione nel colore del mantello, a seconda della posizione e dell'habitat. Il colore del mantello varia dal giallo pallido all'oro intenso o fulvo, e talvolta nero, ed è decorato con rosette nere mentre la testa, gli arti inferiori e il ventre sono macchiati di nero pieno. I leopardi che abitano le montagne delle Province del Capo sembrano più piccoli e meno pesanti dei leopardi più a nord. Si dice che anche i leopardi in Somalia ed Etiopia siano più piccoli. | I leopardi africani abitavano una vasta gamma di habitat all'interno dell'Africa subsahariana, dalle foreste montuose alle praterie e alle savane, escludendo solo il deserto estremamente sabbioso. Si trova in Angola , Botswana , Camerun , Ciad , Guinea , Costa d'Avorio , Djibouti Tanzania , Kenya , Guyana francese , Guinea Equatoriale , Eritrea , Eswatini , Egitto , Etiopia , Gabon , Niger , Nigeria , Sierra Leone , Senegal , Mozambico , Sudan , Uganda , Zimbabwe , Zambia , Liberia , Burundi , Ruanda , Mali , Congo e Repubblica Democratica del Congo . | P. p. panthera (Schreber, 1777), P. p. leopardus (Schreber, 1777), P. p. melanotica (Günther, 1885), P. p. suahelicus (Neumann, 1900), P. p. nanopardus (Thomas, 1904), P. p. ruwenzorii (Camerano, 1906) P. p. chui (Heller, 1913), P. p. reichenowi (Cabrera, 1918), P. p. antinorii (de Beaux, 1923), P. p. ituriensis (Allen, 1924), P. p. adusta Pocock, 1927, P. p. shortridgei Pocock, 1932, P. p. brockmani Pocock, 1932, P. p. puella (Pocock, 1932), P. p. jarvisi Pocock, 1932, P. p. adersi Pocock, 1932 | I risultati delle analisi genetiche indicano che tutte le popolazioni di leopardi africani sono generalmente strettamente imparentate e rappresentano solo una sottospecie, ovvero P. p. pardus. Tuttavia, i risultati di un'analisi della varianza molecolare e dell'indice di fissazione a coppie di esemplari del museo del leopardo africano mostrano differenze nel locus ND-5 che copre cinque aplogruppi principali, vale a dire nell'Africa centro-meridionale, Africa meridionale, Africa occidentale, costiere dell'Africa centro-occidentale e dell'Africa centro-orientale. In alcuni casi, gli indici di fissazione hanno mostrato una diversità maggiore rispetto ai leopardi arabi e persiani in Asia. |
| Leopardo indiano Panthera pardus fusca | Meyer, 1794 | Sottospecie grande, con mantello macchiato e rosettato su fondo da giallo pallido a bruno-giallastro o dorato, ad eccezione delle forme melaniche; le macchie sfumano verso il ventre bianco e l'interno e la parte inferiore delle gambe. Le rosette sono più prominenti sul dorso, sui fianchi e sui quarti posteriori. Il motivo delle rosette è unico per ogni individuo. Le rosette sono più grandi in altre sottospecie di leopardo in Asia. Il colore della pelliccia tende ad essere più pallido e crema negli habitat aridi, più grigio nei climi più freddi e di una tonalità dorata più scura negli habitat della foresta pluviale. | Abita foreste pluviali tropicali, foreste decidue secche, foreste temperate e foreste di conifere settentrionali, ma non si trova nelle foreste di mangrovie dei Sundarbans. È diffuso nel Subcontinente Indiano, nel Tibet e nell' Himalaya . Si trova in India , Nepal , Pakistan , Bhutan , Bangladesh e Myanmar | P. p. pernigra (Hodgson, 1863), P. p. millardi (Pocock, 1930) | Poiché le popolazioni di leopardi in Nepal, Sikkim e Kashmir non sono geograficamente isolate dalle popolazioni di leopardi nel subcontinente indiano, sono state incluse in P. p. fusca nel 1996. |
| Leopardo dello Sri Lanka Panthera pardus kotiya | Deraniyagala, 1956 | Sottospecie molto grande, ha un mantello fulvo o giallo ruggine con macchie scure e rosette ravvicinate, e raramente può presentare una forma melanica. Il leopardo dello Sri Lanka si è probabilmente evoluto per diventare una sottospecie di leopardo piuttosto grande, perché è il predatore all'apice nel paese. | Sri Lanka , nelle colline centrali dello, in macchie di foresta, piantagioni di tè, praterie, giardini domestici e piantagioni di pini ed eucalipti. | | Fu descritto per la prima volta nel 1956 dallo zoologo dello Sri Lanka Paules Edward Pieris Deraniyagala. |
| Leopardo persiano Panthera pardus tulliana | Valenciennes, 1856 | Sottospecie di dimensioni medie, ha una pelliccia grigiastra, leggermente rossastra con grandi rosette sui fianchi e sul dorso, più piccole sulle spalle e sulla parte superiore delle gambe e macchie sulla testa e sul collo. Varia nella colorazione; in Iran si verificano individui sia pallidi che scuri. | Si trova pendii rocciosi, steppe montuose e radi foreste di ginepri. Evita le aree con innevamento di lunga durata e le aree vicine allo sviluppo urbano. Si ritiene che il suo habitat preferito siano le aree boschive sparse, seguite da aree rocciose, aree agricole e di pascolo e zone ripariali. È diffuso nel Caucaso , nei Monti del Ponto e nella regione del Mar Nero . Il suo areale comprende Iran , Iraq , Turchia , Armenia , Azerbaigian , Georgia , Turkmenistan , Afghanistan e forse anche in Pakistan | P. p. ciscaucasica (Satunin, 1914), P. p. saxicolor Pocock, 1927, P. p. sindica Pocock, 1930, P. p. dathei Zukowsky, 1964 | Nel XIX e XX secolo, il leopardo anatolico era considerato una sottospecie di leopardo distinta che si trovava solo nella Turchia occidentale. Gli esemplari di leopardo disponibili nelle collezioni dei musei zoologici non differiscono in modo significativo nelle dimensioni e nelle forme dei teschi. Pertanto, i nomi sottospecifici tulliana, ciscaucasica e saxicolor sono attualmente considerati sinonimi. Un'analisi di campioni di leopardi provenienti dall'Afghanistan ha rivelato che appartengono a P. p. saxicolor, ma intergrado con il leopardo indiano (P. p. fusca) nell'Afghanistan orientale. Nel 2017, la popolazione del leopardo persiano è stata inclusa in P. p. tulliana, che è il nome più antico disponibile per la sottospecie di leopardo nell'Asia occidentale. |
| Leopardo di Giava Panthera pardus melas | G. Cuvier, 1809 | Sottospecie di dimensioni medio-grandi, di colore generalmente marrone chiaro. | Si trova esclusivamente sull'isola di Giava , e abita altitudini dal livello del mare a 2.540 m (8.330 piedi) che vanno dalla fitta foresta pluviale tropicale alle foreste decidue secche. Al di fuori delle aree protette, è stato registrato in forestebsecondarie e foreste di produzione agricola tra il 2008 e il 2014. | | La ricerca morfologica indica che il leopardo di Giava è distinto dalle altre sottospecie di leopardo asiatico ed è un taxon distinto che si è separato da altre sottospecie di leopardo asiatico nel Pleistocene medio circa 800.000 anni fa. Nel Pleistocene medio, potrebbe essere migrato a Giava dall'Asia meridionale attraverso un ponte terrestre che aggirava Sumatra e il Borneo. |
| Leopardo indocinese Panthera pardus delacouri | Pocock, 1930 | Sottospecie di dimensioni medie, ha una pelliccia corta con un colore di fondo quasi rosso ruggine ma più pallido ai lati. | È presente nella Malaysia peninsulare e nel complesso forestale di Tenasserim settentrionale al confine tra Thailandia e Myanmar sono attualmente considerati roccaforti e la Cambogia orientale un sito prioritario. È diffuso nella Cina meridionale, in Thailandia , Myanmar , Cambogia e probabilmente nel Laos . | | Panthera pardus delacouri è stata descritta nel 1930 da Reginald Innes Pocock sulla base di una pelle di leopardo dell'Annam. |
| Leopardo arabo Panthera pardus nimr | Hemprich and Ehrenberg, 1833 | È la sottospecie più piccola, ha una pelliccia che varia dal giallo pallido al dorato intenso, fulvo o grigio ed è modellata con rosette. | Vive negli altopiani montuosi e nelle steppe collinari, ma si sposta raramente in pianure aperte, desertiche o pianure costiere della penisola arabica. Predilige terreni ben coperti di vegetazione, difficili da raggiungere per l'uomo. Attualmente è distribuito in Arabia Saudita , Emirati Arabi Uniti , Oman , Yemen , Negev , Giordania , Repubblica islamica ed è probabilmente estinto nella Penisola del Sinai . | P. p. jarvisl Pocock, 1932 | Felis pardus nimr era il nome scientifico proposto da Wilhelm Hemprich e Christian Gottfried Ehrenberg nel 1830 per un leopardo dell'Arabia. [4] Panthera pardus jarvisi, proposto da Reginald Innes Pocock nel 1932, era basato su una pelle di leopardo della penisola del Sinai. All'inizio degli anni '90 è stata effettuata un'analisi filogeografica basata su campioni di tessuto di leopardi asiatici e africani. p.p. jarvisi è stato provvisoriamente raggruppato con il leopardo persiano, poiché non erano disponibili campioni di tessuto. I biologi molecolari hanno proposto provvisoriamente nel 2001 di raggruppare il leopardo del Sinai con P. p. nimr, poiché ancora una volta i campioni di tessuto non erano disponibili. |
| Leopardo dell'Amur Panthera pardus orientalis | Schlegel, 1857 | Sottospecie di dimensioni medio-piccole, e possiede una folta pelliccia color crema pallido, ed è abbastanza morbida, con pelo lungo e fitto. Il mantello invernale varia dal giallo abbastanza chiaro al rosso-giallastro denso con una sfumatura dorata o giallo ruggine-rossastro. In estate, la pelliccia è più luminosa, con una colorazione più vivida. | Si adatta bene al clima freddo e alle abbondanti nevicate della regione. È stata registrata l'associazione del leopardo con le aree montuose e i pendii rocciosi esposti a sud senza neve in inverno. Attualmente è distribuito in una piccola gamma comprende piccole parti di Russia orientale e Cina settentrionale. È estinto nella Corea del Sud e possibilmente nella Corea del nord | P. p. japonensis (Gray, 1862) | Nel 2017, la Cat Classification Task Force del Cat Specialist Group ha sussunto P. p. japonensis a P. p. orientalis. I restanti sinonimi non sono considerati sottospecie valide. L'analisi filogenetica dei campioni di leopardo del Primorsky Krai e della Corea del Nord ha rivelato che non possono essere distinti. È considerato molto probabile che la metapopolazione del leopardo dell'Amur si sia frammentata meno di un secolo fa. L'analisi filogenetica di una vecchia pelle di leopardo della Corea del Sud ha rivelato che si trattava di un leopardo dell'Amur. Il genoma mitocondriale completo di un esemplare di leopardo maschio selvatico della provincia dello Shaanxi nella Cina centrale è stato amplificato ed è lungo 16.966 paia di basi. |
La sottospecie mwaismwaiwPanthera pardus saxicolor non viene citata in mwai0Mammal Species of the Worldcite-ref-msw3-23-0[23] e nel mwajiSistema d'informazione tassonomica integratocite-ref-24[24]. Il riconoscimento dei leopardi di Giava e d'Arabia è considerato come provvisorio dalla IUCN a causa del basso numero di campioni disponibilicite-ref-iucn-1-2[1]. Il modello a nove sottospecie spinge a includere le ulteriori sottospecie riconosciute in precedenza all'interno delle nuove; ad esempio il mwajsleopardo di Zanzibar (mwajwPanthera pardus adersi) viene oggi classificato come un mwaj0leopardo africano (mwaj4Panthera pardus pardus)cite-ref-25[25].
La sottospecie mwakqmwakuPanthera pardus tulliana, o mwakyleopardo d'Anatolia, veniva considerato scomparso da molto tempo. Tuttavia, l'uccisione di un leopardo avvenuta nel 2013 a mwakcDiyarbakır rinsalda la speranza di riscoprire in futuro esemplari sopravvissuti di questa sottospeciecite-ref-26[26]cite-ref-27[27].
Anche il probabilmente estinto mwaleLeopardo del Sinai è considerato adesso un sinonimo della sottospecie del Leopardo arabo.
Ibridazione
Casi di mwal4ibridazione tra il leopardo e altri felini sono ben documentati. L'incrocio tra una leonessa (mwal8Panthera leo) e un leopardo, chiamato mwamaleopone, è avvenuto molte volte in cattività: il caso meglio documentato è quello del Koshien Hanshin Park di mwameNishinomiya in mwamiGiappone negli anni '50cite-ref-leopon-29-0[29]cite-ref-messybeast-30-0[30]. Sebbene leoni e leopardi entrino naturalmente in contatto nell'Africa sub-sahariana, non sono mai avvenuti incroci tra le due specie; il mwamsmarozi è considerato dai mwamwcriptozoologi come un incrocio naturale tra queste due speciecite-ref-31[31].
Casi di incroci avvenuti in cattività con il giaguaro (mwaniPanthera onca), chiamati giagupardi o leguari, vengono ugualmente riportaticite-ref-messybeast2-32-0[32], dal momento che il mwanccariotipo delle due specie è quasi perfettamente identicocite-ref-33[33]. Le femmine sono fertili e il ligiagupardo, o leone maculato del Congo, è stato un celebre incrocio prodotto nel 1908 tra una femmina di giagupardo e un leonecite-ref-messybeast2-32-1[32]. Incroci avvenuti in cattività con le tigri (mwaoaPanthera tigris) sono stati sporadicamente osservati. Dal momento che il presunto marozi viene considerato come il frutto del naturale incrocio leone-leopardo, l'ipotetico dogla sarebbe il frutto di un incrocio tigre/leopardo che sarebbe possibile, geograficamente parlando, incontrare in naturacite-ref-messybeast3-34-0[34].
| Leone | Tigre | Giaguaro maschio | Leonessa | Tigre femmina | Giaguaro femmina |
|---|---|---|---|---|---|
| Liardo | Tigrardo | Giagupardo | Leopone | Leotigre | Leguaro |
Il mwapgpumapardo è il frutto di un incrocio tra un leopardo e un puma (mwapkPuma concolor), felino che non appartiene allo stesso mwapogenere del leopardo. Incroci ripetuti sono stati effettuati da Carl Hagenbeck dello zoo di Amburgo agli inizi del XX secolo, in seguito alla nascita di due pumapardi a mwapsChicagocite-ref-messybeast4-28-1[28].
Comportamento
Territorialità
Per quanto riguarda l'habitat, il leopardo è una specie molto versatile. Tranne che ai mwaqodeserti aperti e alle mwaqsmangroviecite-ref-jackson112-35-0[35], il felino si adatta a foreste mwarasempreverdi, mwaresavane, boschi, colline rocciose, paludi, coste marine e montagne. Una carcassa di leopardo è stata trovata a 5700 metri di altitudine sul mwariKilimangiaro in mwarmTanzaniacite-ref-jackson32-20-2[20].
Le dimensioni del territorio del leopardo variano a seconda dell'habitat. Nella savana, nelle zone dove le prede sono abbondanti, il territorio misura da 30 a 78mwar8 km² per i maschi e da 16 a 38mwasa km² per le femmine. Nelle regioni montuose, il territorio può estendersi fino a 400mwase km². In Thailandia, i leopardi occupano un territorio di 27-37mwasi km², mentre in Russia il territorio può raggiungere i 300mwasm km²cite-ref-jackson113-36-0[36]. Il territorio del maschio si sovrappone a quello di una o più femmine. La marcatura del territorio viene effettuata graffiando gli alberi, o spruzzando urina su cespugli e roccecite-ref-jackson33-37-0[37].
La mwas0densità di popolazione varia notevolmente da regione a regione. Essa viene stimata a 6 individui ogni 100mwas4 km² nella foresta di Taï in Costa d'Avorio, a 8-12 individui nella foresta dell'Ituri nella Repubblica Democratica del Congo, a 3,5 individui nel mwas8parco nazionale Kruger in Sudafrica (ma tale numero sale a 30 individui nelle zone ricche di corsi d'acqua)cite-ref-jackson38-7-2[7]. Tra i parchi nazionali che ospitano buone popolazioni di leopardo figurano quelli di Amboseli, mwatqNairobi, mwatuSerengeti, mwatyHwange, Sud-Luangwa e Krugercite-ref-jackson38-7-3[7].
Caccia e alimentazione
Il leopardo è un predatore generalmente crepuscolare che trascorre il giorno riposando all'ombra e va a caccia di notte. Nelle foreste pluviali, può cacciare durante il giorno se non vi è alcuna fonte di disturbo nelle vicinanze. La preda viene individuata tramite la vista e l'udito. Il leopardo è un predatore furtivo che si avvicina alla preda strisciandole incontro prima di saltarle addosso e ucciderla con un morso alla nuca o tramite mwaucstrangolamento. Può anche sorprendere la preda saltandole addosso dalla cima di un albero. Nel caso la preda fugga via, il leopardo abbandona rapidamente l'inseguimento. Eccellente arrampicatore, il leopardo ha la particolarità di issare la sua preda su un albero, lontano da altri predatoricite-ref-jackson33-37-1[37]. Può sollevare anche prede molto più pesanti di lui, come la carcassa di un piccolo di giraffa, che può raggiungere i 150mwauw kg di peso, fino a 6 m di altezzacite-ref-gillesmartin-2008-17-1[17].
Un adulto consuma da 1,5 a 2,5mwavi kg di carne al giornocite-ref-marion-2005-8-3[8]. Nel caso la preda sia di grosse dimensioni, continua a mangiarla per diversi giornicite-ref-jackson33-37-2[37]. Per le scimmie, il leopardo ha sviluppato una tecnica di caccia particolare: finge di arrampicarsi su un albero, aspetta che la scimmia scenda al suolo e la catturacite-ref-jackson112-35-1[35].
Predatore opportunista, è il felino con la dieta più variegata; si nutre di tutti gli animali di taglia medio-piccola che può catturare (scimmie, roditori, uccelli, insetti, lucertole, serpenti, anfibi, procavie, pesci), nonché di carognecite-ref-marion-2005-8-4[8]. Le sue prede predilette in Africa sono la mwawqgazzella di Thomson (mwawuEudorcas thomsonii), la mwawygazzella di Grant (mwawcNanger granti), l'mwawgimpala (mwawkAepyceros melampus), la mwawocervicapra redunca (mwawsRedunca redunca), il mwawwtragelafo striato (mwaw0Tragelaphus striatus), il mwaw4cobo (mwaw8Kobus ellipsiprymnus), il mwaxalichi (mwaxeKobus leche), gli mwaxignu (mwaxmConnochaetes), il mwaxqdamalisco (mwaxuDamaliscus korrigum), l'mwaxyalcelafo (mwaxcAlcelaphus buselaphus), il mwaxgfacocero (mwaxkPhacochoerus africanus), lo mwaxospringbok (mwaxsAntidorcas marsupialis), l'mwaxwistrice (mwax0Hystrix cristata), varie specie di mwax4colobi e mwax8cercopitechi (mwayaColobus e mwayeCercopithecus), le antilopi di foresta, il mwayipotamocero (mwaymPotamochoerus larvatus), il mwayqpotamochero (mwayuPotamochoerus porcus), i mwayybabbuini (mwaycPapio), e gli mwaygscimpanzé (mwaykPan troglodytes). In Israele, si nutre di mwayoprocavie delle rocce (mwaysProcavia capensis), di mwaywstambecchi (mway0Capra nubiana) e di mway4istrici e aggiunge cinghiali al suo menu in mway8Iran. Prede principali sono il mwazacervo pomellato (mwazeAxis axis), gli mwazientelli (mwazmSemnopithecus), i mwazqcinghiali indiani (mwazuSus scrofa cristatus) e le mwazyantilopi indiane (mwazcAntilope cervicapra) in India, Sri Lanka e Nepal, il mwazgmuntjac (mwazkMuntiacus) nella penisola indocinese e il mwazocervo dal ciuffo (mwazsElaphodus cephalophus) e il mwazwmosco (mwaz0Moschus) in Cina. Dovunque viva, la dieta del leopardo si compone anche di altri mwaz4carnivori più piccoli, tra cui mwaz8sciacalli, mwa0avolpi, mwa0eotocioni, mwa0icani procioni, mwa0mlinci, mwa0qleopardi nebulosi, mwa0ucaracal, mwa0yservali, mwa0cgatti selvatici, mwa0ggatti leopardo e altri mwa0kpiccoli felini, mwa0oproteli, mwa0stassi, mwa0wmartore, mwa00tassi del miele e altri mwa04mustelidi, mwa08manguste, mwa1asuricati, mwa1egenette, mwa1icivette, mwa1mbinturong e mwa1qpanda minori. Il peso medio della preda varia da 5 a 175mwa1u kgcite-ref-marion-2005-8-5[8].
Il leopardo, tuttavia, è un felino molto forte, e potenzialmente in grado di uccidere animali molto più grandi di quelli sopra riportati; la preda più grande osservata essere abbattuta da un leopardo è stato un mwa2aeland gigante di 900mwa2e kg, dieci volte più pesante del felino stesso.cite-ref-nowell96-38-0[38] La selezione della preda è influenzata dalla presenza di altri grandi predatori: dove sono presenti in buon numero competitori come leoni, iene e tigri, il leopardo punta agli animali di taglia medio-piccola; laddove essi siano invece scarsi o assenti, tende a cacciare le specie più grandi del suo habitat, come mwa2yzebre, mwa2corici, mwa2gkudu, mwa2ksambar, mwa2onilgau e mwa2sgorilla.
Leopardi mangiatori di uomini
Nonostante abbiano una reputazione migliore rispetto a leoni e tigri, sono i leopardi i grandi felini che più spesso presentano esemplari antropofagi, cioè specializzati nella cattura di mwa4messeri umani.cite-ref-39[39] I casi di antropofagia nei leopardi sono più frequenti in Asia che in Africa e, sebbene siano avvenuti in diversi paesi (tra cui lo Sri Lanka), è in mwa4gIndia che sembrano trovare la maggiore concentrazione. Sono esistiti diversi esemplari che hanno provocato numerosi decessi; i più emblematici (limitandosi alla regione indiana) sono:
• mwa4sIl leopardo di Panar: un maschio responsabile di circa 400 morti nella regione di Panar, nel mwa4wdistretto di Almora, in India settentrionale. Della sua esistenza venne a sapere il famoso cacciatore inglese mwa40Jim Corbett nel mwa441907, mentre dava la caccia alla tigre di Champawat, e dopo tre anni, nel mwa481910, uccise il felino mangiauomini. Quello di Panar è il leopardo che ha fatto registrare il maggior numero di decessi provocati.cite-ref-corbett1954-40-0[40]
• mwa5uIl mangiauomini di Seoni: un maschio di leopardo che, tra il mwa5y1857 e il mwa5c1860, sbranò oltre 200 persone e 100 mwa5gpecore nella regione di mwa5kSeoni. Particolarmente abile, entrava nelle case e attraversava i campi per catturare le sue vittime nel sonno, arrivando ad uccidere 3 persone in una sola notte. L'animale riuscì a sfuggire alle catture di diversi cacciatori professionisti, tra cui Robert Sterndale e James Forsyth, e sorprendentemente venne abbattuto da un giovane schikari (cacciatore nativo) inesperto.cite-ref-sterndale1877-41-0[41] Intorno a questo felino nacque una leggenda, secondo cui un uomo di ritorno da un pellegrinaggio e imbattutosi in un leopardo, ingoiò una polvere magica che lo fece diventare a sua volta un leopardo, non prima di aver raccomandato alla moglie di consegnargli al suo ritorno a casa l'antidoto per farlo ritornare uomo; ma una volta scacciato l'intruso e tornato a casa, la moglie spaventata gettò a terra l'antidoto, e l'uomo dovette restare leopardo: furioso, uccise dapprima la moglie, e poi assetato di vendetta divenne il mangiauomini di Seoni.cite-ref-forsyth1889-42-0[42]
• mwa6mIl leopardo delle Province Centrali: un leopardo maschio che uccise 150 persone nell'area delle mwa6qProvince Centrali dell'mwa6uIndia britannica del mwa6yXX secolo. Le vittime furono tutte donne e bambini. Il felino provocò un tale terrore nei villaggi dove operava che le persone raramente uscivano di casa disarmate. L'animale venne ucciso nel mwa6c1933 da Jim Corbett con l'aiuto di un allevatore locale, al quale il predatore aveva attaccato un gregge di mwa6gcapre. Il leopardo era relativamente giovane e non presentava ferite, segno che probabilmente aveva imparato a cacciare gli uomini da sua madre.cite-ref-43[43]
• mwa64Il mwa68leopardo di Rudraprayag: probabilmente il più famoso caso di leopardo antropofago, l'animale aveva imparato a penetrare attraverso i tetti e a spezzare i catenacci e le serrature delle porte a zampate, uccidendo le persone all'interno delle loro abitazioni. Cominciò ad attaccare gli uomini nel mwa7a1918, dopo aver presumibilmente "assaggiato" la carne umana mangiando i cadaveri di persone morte in seguito alla famosa pandemia di mwa7einfluenza spagnola e abbandonate insepolte in massa nella giungla. Per otto anni il leopardo maschio seminò il terrore nella regione di mwa7iRudraprayag, nell'India settentrionale, fino a che non venne ucciso nel mwa7m1926 da Jim Corbett. Il felino aveva divorato più di 125 persone. Ancora oggi, esiste una targa dove Corbett abbatté il carnivoro e il cacciatore descrisse il suo anno di caccia al leopardo nel libro mwa7qThe Man-Eating Leopard of Rudraprayag.cite-ref-44[44]
• mwa7oIl "diavolo maculato" di Gummalapur: un leopardo che uccise 42 persone nei villaggi di Gummalapur e Devarabetta. La gente era talmente spaventata dal predatore da barricarsi in casa al calare della notte. Venne abbattuto dal cacciatore britannico mwa7sKenneth Anderson.cite-ref-45[45]
Tra il 1876 e il 1886, dalle 194 alle 300 persone vennero uccise ogni anno dai leopardi in Indiacite-ref-maneater-46-0[46]. Tra il 1982 e il 1989, 170 persone sono morte in India in seguito all'attacco di un leopardo. Tra il 2001 e il 2006, nei pressi di mwa8uMumbai, si sono verificati 72 attacchi di leopardo alle persone, di cui 58 fatalicite-ref-marion-2005-8-7[8]. Ancora oggi, in tutta l'India, i leopardi uccidono mediamente una trentina di persone ogni anno.cite-ref-47[47] Sebbene la reputazione di mangiatore di uomini di questo animale sia più forte in Asia che in Africacite-ref-jackson33-37-4[37], esistono casi di antropofagia anche in quest'ultimo continentecite-ref-maneater-46-1[46].
Vocalizzazioni
La vocalizzazione più caratteristica è costituita da un grido che ricorda il suono di una sega, composto in media da una serie di una dozzina di richiami rauchi e striduli, emessi tanto durante l'inspirazione che durante l'espirazione. Questo richiamo può essere preceduto da uno o più ruggiticite-ref-jackson33-37-5[37].
Il leopardo può anche emettere dei brevi richiami lamentosi e taglienti; può soffiare, ringhiare e ruggire quando è in collera o in pericolo. Tossisce quando carica. I giovani leopardi miagolano e cinguettanocite-ref-jackson35-48-0[48].
Ciclo vitale
Il leopardo è un animale esclusivamente solitario tranne durante la stagione degli mwa-qamori. La stagione riproduttiva è situata all'inizio della primavera (gennaio-febbraio) nelle regioni subtropicali, ma dura tutto l'anno nelle zone tropicali. L'mwa-uestro dura circa sette giorni. La femmina partorisce ogni due anni dopo 90-105 giorni di gestazionecite-ref-jackson38-7-4[7]. La sua tana può essere una fessura della roccia, un albero cavo, o un fitto cespuglio; essa cambia dimora di tanto in tanto trasportando uno alla volta i suoi piccoli per la collottola. La cucciolata è in genere composta da due a tre piccoli, talvolta da quattrocite-ref-jackson35-48-1[48]. Essi sono ricoperti da una peluria lanosa con macchie indistinte e pesano solo 430-600 g alla nascitacite-ref-jackson38-7-5[7]. Aprono gli occhi dopo sette-dieci giorni e iniziano a esplorare l'ambiente a due settimanecite-ref-marion-2005-8-8[8]. La madre insegna loro a cacciare a partire dal terzo mesecite-ref-jackson35-48-2[48] e rimangono con lei fino alla prossima cucciolata.
La mwbasmaturità sessuale viene raggiunta a 24-36 mesi dai maschi, a 30-36 mesi dalle femminecite-ref-jackson38-7-6[7], e in media a 33 mesicite-ref-marion-2005-8-9[8]. I giovani della stessa cucciolata possono rimanere insieme per qualche mese prima di separarsi. Il 41% dei giovani muore prima di aver raggiunto un anno di etàcite-ref-marion-2005-8-10[8]. La longevità è di 12-15 anni in natura e può raggiungere i 23 anni in cattivitàcite-ref-jackson38-7-7[7].
Relazioni interspecifiche
Sebbene il leopardo sia un potente predatore, ha dei nemici: il mwbcyleone in Africa e la mwbcctigre in Asia, che possono uccidere sia i cuccioli che gli adulti. I leopardi, dal loro canto, possono uccidere sia i cuccioli di tigrecite-ref-49[49], sia i cuccioli di leonecite-ref-50[50], se li trovano isolati dalle madri. I leopardi maschi stessi possono commettere infanticidio uccidendo i leopardi giovani, per invogliare le femmine ad accoppiarsi con loro.
Altri potenziali nemici sono le mwbdciene maculate, i mwbdglicaoni, le mwbdkiene striate, gli mwbdosciacalli dalla gualdrappa, i mwbdslupi, le mwbdwiene brune, gli mwbd0sciacalli dorati e i mwbd4cuon che, in superiorità numerica, possono scacciare il leopardo dalla preda e cacciare gli esemplari anziani e i cuccioli. È pur vero che si conosce almeno un caso in cui fu il felino a sottrarre la preda ad un gruppo di licaonicite-ref-51[51]. D'altro canto, un leopardo maschio adulto è in grado di uccidere ciascuno di loro, se li sorprende isolati dal branco; gli sciacalli in particolare costituiscono una parte della dieta del felino. Inoltre, i leopardi uccidono i cuccioli di questi competitori, per diminuire la loro concorrenza.cite-ref-52[52]cite-ref-53[53]cite-ref-54[54]
I leopardi possono cacciare gli mwbfyorsi malesi (anche se può rischiare la vita visto che malgrado sono gli orsi più piccoli, sono lo stesso più grossi del leopardo in questo caso) e i cuccioli di altri orsi più grandi che incontrano nel territorio asiatico, come gli mwbfcorsi dal collare o i mwbfgpanda giganti, ma raramente entrano in competizione con essi. Il conflitto maggiore avviene tutt'oggi in Sri Lanka, dove i leopardi, superpredatori dell'isola, competono con gli mwbfkorsi labiati, uccidendo i loro cuccioli ed impegnandosi con gli adulti in lotte per la difesa del territorio.cite-ref-hadley2008-55-0[55]cite-ref-brown1993-56-0[56]
Il leopardo compete con il mwbgmghepardo, in alcune zone dell'areale africano, poiché diverse prede (tra cui gazzelle e impala) sono cacciate da entrambi i predatori; solitamente il leopardo, più grosso e forte, domina il cugino, e si sono verificati casi in cui il primo ha ucciso il secondo.
I leopardi possono venire uccisi dai mwbgucoccodrilli del Nilo in Africa e dai mwbgycoccodrilli marini in Asia, quando vanno ad abbeverarsi. Seppure, nel caso il combattimento avvenga sulla terraferma, il leopardo abbia nella maggior parte dei casi la meglio e riesca ad uccidere il coccodrillo.
Sia in Asia che in Africa, il leopardo incontra alcune specie di mwbgggrandi serpenti costrittori, come il mwbgkpitone reticolato, il mwbgopitone moluro e il mwbgspitone delle rocce africano. Gli scontri si svolgono solitamente a favore del grande felino, con il rettile che diventa un lauto pasto per il predatorecite-ref-57[57]cite-ref-58[58]; può tuttavia accadere il contrario: si sa ad esempio di un leopardo ritrovato dentro lo stomaco di un pitone indiano di 5 metricite-ref-dorcas-willson2011-59-0[59].
I grandi gruppi di mwbhkbabbuini e mwbhoscimpanzé, se posseggono abbastanza maschi adulti, possono uccidere un incauto leopardo che abbia deciso di assalire l'intera orda; difatti, quando il felino caccia questi primati, agisce perlopiù di notte (quando le scimmie dormono) e si concentra sugli esemplari isolati.
La mwbhwcompetizione interspecifica è bassa con il leone, in quanto quest'ultimo attacca prede più grandi di quelle catturate dal leopardocite-ref-jackson33-37-6[37]. La coesistenza con la tigre, invece, è più difficile, poiché essa può impadronirsi delle prede del leopardo. Dove le tigri sono presenti, il leopardo è più raro e trova rifugio sugli alberi. Delle tecniche di evitamento sono state osservate nel mwbieparco nazionale di Chitwan: i periodi di caccia dei due felini sono differenti, il leopardo caccia in luoghi diversi, e cattura prede diverse da quelle della tigrecite-ref-jackson113-36-1[36]. Dove non sono presenti leoni e tigri, il leopardo tende a diventare il mwbiypredatore incontrastato, dato che gli altri carnivori non rappresentano una minaccia per il grande felino: ciò succede ad esempio in mwbicSri Lanka, a mwbigGiava, in mwbikAsia centrale, in mwbioIran, nel bush africano, nella foresta pluviale africana e in alcune foreste indiane dove la tigre è assente.cite-ref-marion-2005-8-11[8].
Quando viene afferrato da un leone o da una tigre, il leopardo si gira sulla schiena (per difendere il collo) e si difende ferocemente, protendendo verso l'avversario gli artigli delle zampe anteriori e i denti e sferrando furiose zampate e mordendo il muso del nemico; nel frattempo le zampe posteriori sferrano calci sotto al ventre dell'aggressore, squarciandogli la pancia con gli artigli. Spesso questa difesa è sufficiente per far mollare la presa alla tigre o al leone.cite-ref-jackson33-37-7[37] Famoso è stato il caso, nel mwbjqParco nazionale Kruger, di un grande leopardo maschio che è riuscito a difendersi (e a fuggire) dall'attacco simultaneo di quattro leonesse (ciascuna pesante il doppio di lui) grazie a questa tecnica.
La presenza dell'uomo non disturba affatto il felino, che può vivere anche nelle città, all'insaputa degli abitanti. Così, quando negli mwbjyanni settanta vennero organizzate delle battute di caccia per catturare un leopardo fuggito dallo zoo di mwbjcNairobi, vennero catturati, oltre a lui, altri cinque esemplaricite-ref-jackson33-37-8[37].
Ecologia e protezione
Distribuzione
Il leopardo è il felino che occupa l'mwbj8areale più esteso. Originariamente, era diffuso in tutta l'Africa. Oggi è scomparso dal mwbkaNordafrica, a eccezione di alcune popolazioni residue sull'mwbkeAtlante del mwbkiMarocco e presso la frontiera tra Algeria e Marocco; alcune osservazioni sono state effettuate anche nell'mwbkmAhaggar in mwbkqAlgeria nel 2006. Il leopardo viene considerato estinto in mwbkuEgittocite-ref-iucn-1-3[1]. Il leopardo è ancora comune nell'mwbkoAfrica sub-sahariana, sebbene sia divenuto raro in mwbksAfrica occidentalecite-ref-jackson32-20-3[20] e le sue popolazioni siano frammentate. Le maggiori rarefazioni della specie sono avvenute in mwblaNigeria, in mwbleSudafrica e nel mwbliSahel. L'area di distribuzione del felino si è ridotta a livello locale nelle zone più densamente popolate. Dagli inizi del XX secolo, l'area di distribuzione del leopardo in Africa si è ridotta del 36,7%cite-ref-iucn-1-4[1].
In Asia, è diffuso dal mwblgMedio Oriente alla mwblkCina, anche se le popolazioni si stanno riducendo sempre di più al di fuori delle aree protette. Nella mwblopenisola arabica, la popolazione totale è stata stimata dalla mwblsArabian Fauna Conservation Workshop a meno di 200 individui suddivisi in tre aree distinte: il mwblwNegev, le montagne di Wada'a nello mwbl0Yemen e le montagne del mwbl4Dhofar nell'mwbl8Oman. La presenza del felino in mwbmaArabia Saudita è dubbiacite-ref-iucn-1-5[1]. Il leopardo è presente sull'isola dello mwbmuSri Lanka, sebbene le popolazioni abbiano subito un declino del 75% tra l'inizio e la fine del XX secolocite-ref-jackson113-36-2[36]. In Indonesia, il felino è presente sulle isole di mwbmoGiava e di mwbmsKangean. Le popolazioni dell'mwbmwAmur sono molto minacciate; ne rimangono solo pochi esemplari in Russia e forse in Corea del Nordcite-ref-jackson111-13-1[13].
Protezione
Il leopardo è protetto ai termini dell'appendice I della mwbooConvenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES) dal luglio 1975cite-ref-cites-61-0[61], quindi l'esportazione di un esemplare è possibile unicamente dopo il rilascio e la presentazione preliminare di un apposito permessocite-ref-62[62]. La CITES ha stabilito delle quote che permettono di esportare circa 2600 trofei di leopardo all'anno. L'mwbpmUnione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) classifica la specie come vulnerabile (VU) dal 2016cite-ref-iucn-1-7[1], con uno status differente per cinque sottospecie: in pericolo per le sottospecie di mwbpgSri Lankacite-ref-63[63] e di mwbp0Persiacite-ref-64[64], e in pericolo critico per le sottospecie di mwbqiGiavacite-ref-65[65], d'mwbqcArabiacite-ref-66[66] e dell'mwbqwAmurcite-ref-67[67].
Difficile da osservare, il leopardo vive nascosto, al punto che gli studiosi non possono avanzare statistiche affidabili sul livello effettivo delle popolazioni. Negli mwbrianni novanta, la sua popolazione venne stimata a circa 700.000 individuicite-ref-gillesmartin-2008-17-2[17]. Nonostante una massiccia diminuzione nell'ultimo decennio, gli scienziati concordano sul fatto che questo carnivoro notturno, abbastanza potente da issare su un albero una carcassa di mwbrcantilope per metterla al sicuro dagli altri predatori, non sia ancora in serio pericolo di estinzione (a differenza degli altri grandi felini) e che è facilmente recuperabile con il dovuto impegno di conservazione. La sua caccia è vietata nella maggior parte dei paesi africani (mwbrgAngola, mwbrkRepubblica Democratica del Congo, mwbroBotswana, mwbrsRuanda, ecc.) o molto regolamentata (mwbrwSudafrica, mwbr0Kenya, mwbr4Namibia, mwbr8Tanzania). I permessi di esportazione del leopardo, regolamentati dalla CITES, sono di circa 2600 mwbsatrofei e mwbsepelli all'anno, provenienti dai paesi dell'Africacite-ref-cites-61-1[61]. In Tanzania, la tariffa per un trofeo è passata da 2500 a 12.000 dollari a partire dal mwbsyluglio mwbsc2007 per decisione governativacite-ref-gillesmartin-2008-17-3[17].
Per garantire la sostenibilità della popolazione in cattività, alcune sottospecie sono oggetto di un programma di riproduzione in cattività. Un Programma europeo per le specie minacciate (EEP) è in corso per il leopardo persiano (mwbs0Panthera pardus saxicolor)cite-ref-68[68], il leopardo della Cina del Nord (mwbtiPanthera pardus japonensis)cite-ref-69[69], il leopardo dello Sri Lanka (mwbtcPanthera pardus kotiya)cite-ref-70[70] e il leopardo dell'Amur (mwbtwPanthera pardus orientalis)cite-ref-71[71]. Inoltre, quest'ultima sottospecie è anche oggetto di un programma americano per le specie minacciate (SSP)cite-ref-72[72].
Attualmente, la popolazione di leopadi in natura è stimata intorno ai 75.000 esemplari, così ripartita nelle varie sottospecie:
• Leopardo africano (mwbugPanthera pardus pardus): 50.000 esemplari;
• Leopardo indiano (mwbuoPanthera pardus fusca): 14.000 esemplari;
• Leopardo indocinese (mwbuwPanthera pardus delacouri): 6.500 esemplari;
• Leopardo della Cina settentrionale (mwbu4Panthera pardus japonensis): 2.500 esemplari;
• Leopardo dello Sri Lanka (mwbvaPanthera pardus kotiya): 2.000 esemplari;
• Leopardo persiano (mwbviPanthera pardus saxicolor): 2.000 esemplari;
• Leopardo di Giava (mwbvqPanthera pardus melas): 210 esemplari;
• Leopardo arabo (mwbvyPanthera pardus nimr): 150 esemplari;
• Leopardo dell'Amur (mwbvgPanthera pardus orientalis): 103 esemplari.cite-ref-jackson114-60-1[60]
Aree protette asiatiche con presenza di leopardicite-ref-jackson114-60-2[60]:
• Parco nazionale di Wilpattu
Il leopardo e l'uomo
Etimologia e semantica
L'etimologia dei termini «leopardo» e «pantera» riveste un'importanza particolare perché ha servito da base alle descrizioni dei mwbwybestiari medievalicite-ref-etymologie-73-0[73].
La parola mwbwwleopardo deriva dal mwbw0latino tardo mwbw4leoparduscite-ref-leopardcnrtl-74-0[74], a sua volta composto dai termini mwbxmleo (leone) e mwbxqpardus (pantera)cite-ref-etymologie-73-1[73]. In francese il termine passò da mwbxkleupart nel XII secolo a mwbxoleopart nel XIII secolo. Fino al XII-XIV secolo, veniva anche utilizzata la forma mwbxsliopardocite-ref-leopardcnrtl-74-1[74].
La parola «leopardo» è utilizzata per mwbyemetonimia per designare la pelle del leopardo utilizzata in mwbyipelletteria. Designa anche l'Inghilterra, a causa della presenza di mwbymleopardi sul suo blasonecite-ref-leopardcnrtl-74-2[74]. L'aggettivo «leopardato», derivato dalla parola «leopardo», designa una pelle costellata di macchie, che ricorda quella del leopardo; il termine, tuttavia, viene maggiormente utilizzato per designare il «leone leopardato» o «illeopardito», vale a dire un leone passante, con la testa di profilocite-ref-leopardecnrtl-75-0[75].
La parola «pantera» deriva dal latino mwby0panthera, a sua volta derivato dal mwby4greco antico πάνθηρ, derivato dal mwby8sanscrito mwbzapuṇḍarīka ‘tigre’cite-ref-76[76]. Per accostamento mwbzuparetimologico, è stato avvicinato al greco πᾶς θηρίον mwbzypâs thēríon ‘tutto animale selvaggio’, descrivendo l'insieme delle bestie selvaggecite-ref-marion-2005-8-13[8].
Per analogia nell'aspetto, numerosi animali o piante portano nomi contenenti il termine leopardo o pantera: mwbzwsqualo leopardo, mwbz0amanita pantera, mwbz4leopardo delle nevi, ecc.
Raffigurazioni
Una mwbaepittura rupestre raffigurante un leopardo, scoperta nel 1993 in una grotta dell'Ardèche, è stata datata a circa 31.000 anni facite-ref-jackson32-20-4[20]. Il leopardo è presente su alcuni mwbaymosaici romani, così come mwbacsarcofaghi di epoca antonina recanti immagini dell'animale - nell'ambito del mwbagtrionfo indiano del dio Bacco - sono a mwbakRoma al Casino Rospigliosi, al mwbaoMuseo Capitolino, a mwbaspalazzo Giustiniani ed a palazzo Mattei, nonché in vari musei all'esterocite-ref-77[77]. In effetti, il leopardo è uno degli attributi di mwbbaDioniso (mwbbeBacco nella versione latina), ed è più volte rappresentato come sua cavalcatura o come bestia che traina il suo carro durante i trionfi del Diocite-ref-78[78]cite-ref-philo-79-0[79]. mwbboFilostrato il Vecchio (mwbbsIII secolo) dichiarò che Bacco amava il leopardo perché è un animale eccitato, infuriato come una mwbbwbaccantecite-ref-philo-79-1[79]. Per questo motivo, il leopardo figura in numerose sculture, pitture, mosaici in compagnia di Bacco, come nel tempio di mwbcemwbciLiber Pater in Libiacite-ref-pard-80-0[80], o ancora in mwbccBacco e Arianna di mwbcgTizianocite-ref-philo-79-2[79].
Nel mwbc4XVIII secolo, i pittori lavoravano con una precisione anatomica particolarmente sviluppata, esercitandosi in particolare raffigurando soggetti reali custoditi negli zoocite-ref-animaux-81-0[81]. Nel mwbdmXIX secolo, i leopardi figuravano tra i soggetti preferiti dei pittori, come la coppia di leopardi di mwbdqJacques-Laurent Agassecite-ref-pard-80-1[80].
Il pittore giapponese mwbdoKawanabe Kyōsai dipinse un leopardo nel XIX secolo, intitolando l'opera «Tigre selvaggia finora sconosciuta»cite-ref-pard-80-2[80].
Cultura africana
In Africa, i capi indossano cappucci o mantelli in pelliccia di leopardo, o ricoprono il trono con una pelle di leopardo. A causa della sua discrezione, il leopardo è una figura scaltra nelle leggende africane: ha infatti la reputazione di cancellare le sue tracce con la coda man mano che avanzacite-ref-jackson32-20-5[20].
Presso alcune tribù mwbimbantu, in particolar modo nel mwbiqCongo-Kinshasa, il leopardo era considerato un animale scaltro, potente e forte. È per questo che il presidente mwbiuMobutu Sese Seko portava un copricapo di leopardo e altri suoi attributi che lo rendevano potente agli occhi della popolazione. mwbiyMobutu Sese Seko era d'altra parte soprannominato «il leopardo di Kinshasa». Un leopardo compare attualmente sullo stemma del paese.
Il leopardo viene preferito al leone come re degli animali presso le tribù africane. Come il leone, viene ridicolizzato nelle leggende da animali inferiori, come la tartaruga, la lepre o la gazzellacite-ref-pard-80-3[80].
Nel regno di Dahomey, il sovrano veniva chiamato «il leopardo» e indossava pelli di questo animale. Il commercio di queste pelli è stato quindi molto attivo nel paese. Altri capi tribali tenevano leopardi in cattività con loro e, una volta domati, li portavano con sé negli incontri pubblici come segno di poterecite-ref-pard-80-4[80].
Il leopardo è considerato il grande felino più selvaggio dalle tribù africane e aveva fama di essere un mangiatore di uomini. La leggenda degli uomini-leopardo è simile a quella dei mwbjilupi-mannari: un uomo assume l'aspetto di un leopardo in seguito a una magia per uccidere degli uomini. La mwbjmsetta degli uomini-leopardo mwbjqAniota è una società segreta africana i cui uomini indossavano vestiti e armi ricavati dal leopardocite-ref-pard-80-5[80].
Impero Romano
Il leopardo venne importato dai Romani in Europa per utilizzarlo negli mwbjsanfiteatri, in particolare nei giochi delle mwbjwvenationes e nelle condanne a morte (mwbj0damnatio ad bestias). Gli animali provenivano principalmente dal mwbj4Nord Africa e dalla mwbj8Turchia.
Araldica
Il leopardo è in mwbkiaraldica un simbolo di potere e di autoritàcite-ref-jackson32-20-6[20]. Il leopardo è un mwbkcleone passante: il corpo è di profilo sulle quattro zampe, con il volto rivolto di fronte, la coda ripiegata sul dorso e il pennacchio rivolto verso l'esterno del blasone. Un leopardo illeonito è un leopardo rampante, vale a dire in piedi sulle zampe posteriori, con la testa di frontecite-ref-83[83]. Un altro mwbkwmobile araldico è la testa di leopardo, che è una testa di leone rivolta di frontecite-ref-heraldique-84-0[84]. In Francia, il leopardo compare sulle arme dei guerrieri che hanno riportato vittorie contro l'Inghilterra, il cui simbolo è appunto il leopardocite-ref-pard-80-6[80].
La pantera araldica è, al contrario, molto differente dall'originale: si tratta di una creatura mitica con la testa di toro o di cavallo, il corpo di leone e le zampe anteriori di aquila. Dalla sua gola fuoriescono fiamme. È presente unicamente sulle arme austriachecite-ref-85[85].
| Figura | Blasoni e commenti |
|---|---|
| | Stemma dell'Inghilterra Di rosso, a tre leopardi passanti d'oro in palo, armati e lampassati d'azzurro . |
| | Stemma della Stiria Di verde, alla pantera d'argento, armata e cornata di rosso, vomitante fiamme dello stesso . |
Il leopardo nei bestiari
Nei mwbnwbestiari antichi e medievali, tre animali mitici, considerati «reali», possono essere correlati al leopardo vero e proprio: il pardo, la pantera e il leopardocite-ref-pard-80-7[80]. L'mwboeetimologia dei termini «leopardo» e «pantera» ha fatto da base a queste descrizionicite-ref-etymologie-73-2[73].
La pantera, un animale divino
La pantera, nei bestiari, è una bestia dal manto multicolore, costellato di cerchi bianchi o neri somiglianti a occhi. Dopo un banchetto, la pantera dorme per tre giorni nella sua caverna. Al risveglio, emette un forte ruggito, il cui alito profumato attira tutti gli animali, tranne il drago che, terrorizzato, corre a nascondersi in un pertugio nel terreno. La pantera ha un volto terrificante e per catturare le prede le è sufficiente coprire la faccia e lasciare che il suo alito attiri gli altri animali. La pantera si trova in Africa e in Siria; la femmina può partorire solo una volta, poiché durante il primo parto il piccolo ne lacera l'utero con gli artiglicite-ref-panthermed-86-0[86].
Tale descrizione della pantera perdurò dall'mwbpmAntichità fino agli inizi del mwbpqRinascimento, grazie ad autori come mwbpuPlinio il Vecchio (I secolo), mwbpyIsidoro di Siviglia (VII secolo), mwbpcFilippo di Thaon (XII secolo) o Bartolomeo Anglico (XIII secolo). Le illustrazioni dei bestiari medievali sono molto simili: la pantera è mostrata circondata da numerosi animali, generalmente con la bocca aperta. Molto spesso nella solita mwbpgminiatura è rappresentato anche un drago, mentre cerca di nascondersi sotto terra. I disegnatori non sempre sapevano come disegnare una pantera, e in certi casi davano a essa l'aspetto di una scimmia o di un cavallocite-ref-panthermed-86-1[86].
L'alito favoloso veniva paragonato dai Cristiani alla mwbp4parola divinacite-ref-marion-2005-8-14[8]; la pantera in tal caso sarebbe la personificazione di mwbqmGesù Cristo, che toglie potere al dragocite-ref-pard-80-8[80] e attira a sé l'umanità, tre giorni dopo la crocifissionecite-ref-panthermed-86-2[86]. Le numerose macchie sul suo manto rappresentano le mwbqwvirtù di Diocite-ref-pard-80-9[80].
Il leopardo e il pardo
Secondo i bestiari, il pardo è una belva maculata, molto veloce, che uccide la preda in un sol balzo. mwbrmIsidoro di Siviglia aggiunge che il pardo ama il sanguecite-ref-pardmed-87-0[87].
Il leopardo è frutto dell'incrocio mwbrkadulterino tra una leonessa (mwbroleo in latino) e un pardo. Secondo Bartolomeo Anglico, il leopardo abbandona la caccia se non riesce a catturare la preda in meno di tre salti, non corre mai e si limita a balzare sulle prede. La grotta del leopardo ha due aperture, una per entrare, l'altra per uscire; il centro della grotta è molto stretto. La forma della tana gli permette di attaccare il più nobile degli animali, il mwbrsleone: quando un leone insegue un leopardo, lo rincorre fin dentro alla tana, rimanendovi però bloccato al centro. Il leopardo può allora uscire dalla seconda apertura e attaccare il leone alle spallecite-ref-leopardmed-88-0[88].
Conseguenze
Le descrizioni dell'Antichità sono servite da base all'intero lavoro dei biologi per secoli. Il leopardo viene ritratto come una belva che detesta gli uomini, i galli e i serpenti fino a spingersi a distruggere una loro immagine. È inoltre terrorizzato dalle iene, tanto che mwbsiPlinio il Vecchio racconta che una pelle di leopardo messa accanto a quella di una iena inizierebbe a perdere i peli. Ancora nel XVI secolo si credeva che il leopardo, crudele e feroce, manifestasse un ardente desiderio di uccidere le sue prede e di succhiare loro il sangue. Vivendo in gruppo, i leopardi si ubriacherebbero di vino e si divorerebbero tra loro. Nel caso mangiassero piante velenose, utilizzerebbero degli escrementi umani come antidoto. Descrizioni simili vennero realizzate da mwbsmConrad Gessner (XVI secolo), che si basò su un libro del III secolo per descrivere la tecnica di caccia del leopardo per catturare le scimmie: esso si fingerebbe morto smettendo di respirare e aspetterebbe che tutte le scimmie scendano dagli alberi per ucciderle. Inoltre, secondo Gessner, il leopardo partorirebbe raramente, sempre tra grandi sofferenze e dando alla luce un unico piccolo per volta. Il leopardo simboleggerebbe una donna astuta e malvagia, attaccata alla sua prolecite-ref-pard-80-10[80].
Pubblicità
Il leopardo è presente nelle mwbs8pubblicità. Clive il leopardo è stato scelto dalla mwbtaSchweppes come una figura giovane, trendy e alla moda per promuovere le sue bibite senza alcoolcite-ref-expansion-89-0[89].
Nel 1966, per le Confezioni mwbtyMarzotto, venne trasmesso un mwbtccarosello intitolato "La Donna Pantera", nel quale la ballerina mwbtgElena Sedlak rivestiva il ruolo di una sinuosa supereroina dal costume maculato.
La pantera nera della mwbtoDulux Valentine è, dal 1985, la rappresentante del marchio per la sua immagine di eleganza e raffinatezza. Agli occhi dei consumatori il felino ricorda il gatto domestico, pur con un lato selvaggio. Nella prima pubblicità il felino compare in scena assieme a un pittore, pronto ad aggredirlo se lasciasse cadere a terra una sola goccia di vernice. In seguito, in pubblicità più brevi la pantera appariva colorata in tinte pastellocite-ref-expansion-89-1[89]. La pantera nera è stata scelta come logo e marchio pubblicitario delle forniture sportive Airness.
Cinema e letteratura
L'arte marziale del leopardo simboleggia agilità, carattere selvaggio, potenza. La forza si concentra in un unico punto, e la combattività dell'avversario viene spezzata con un attacco determinato.
mwbuimwbumLa pantera rosa è un personaggio dei mwbuqcartoni animati creato nel mwbuu1963 per mwbuyl'omonimo film di mwbucBlake Edwards. Sarà la protagonista di numerose avventure nel corso di oltre 120 episodi prodotti fino agli anni '80. Essendo muta, il cartone animato è scandito dalla celebre musica di mwbugHenry Mancini.
Il leopardo compare in numerosi film, telefilm e cartoni animati tanto come semplice mwbuocomparsa che come attore principale con personaggi come l'uomo-leopardo de mwbusmwbuwL'Isola del dottor Moreau (1933), il film horror mwbu0mwbu4Il bacio della pantera del mwbu81942 diretto da mwbvaJacques Tourneur e mwbvel'omonimo remake del mwbvi1982 diretto da mwbvmPaul Schrader con mwbvqNastassja Kinski, mwbvuCat Girl, un film del 1957 che racconta la storia di una donna trasformata in pantera, o il leopardo «Baby» della commedia mwbvymwbvcSusanna! (1938)cite-ref-90[90]. Nel cartone animato mwbvwmwbv0Tarzan della Disney, Sabor il Leopardo è il nemico principale, mentre Panthro è il meccanico dei mwbv4mwbv8Thundercats. In "mwbwaOne Piece" Rob Lucci si trasforma in un Leopardo.
Nel 1894, mwbwiRudyard Kipling creò mwbwmBagheera, la pantera nera protettrice ed educatrice di Mowgli. Bagheera è presente negli adattamenti cinematografici o televisivi del mwbwqmwbwuLibro della giungla.
Note
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Bibliografia
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Collegamenti esterni
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